Ottobre 26th, 2007

Racconto di un’immersione in quota

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Il Froggy racconta un’immersione a 2585 metri di altitudine. Infatti le meraviglie della subacquea, questa volta, si spostano tra le imponenti rocce del Passo Tonale dove è sito uno specchio d’acqua conosciuto come laghetto Paradiso. Si arriva in auto fino a quota 1880 metri circa, e poi attrezzatura in spalla fino alla funivia, dove troviamo sciatori ed alpinisti increduli alla vista di subacquei in un luogo così insolito.

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Giunti a 2585 mt di altitudine ai piedi del ghiacciaio Presena, iniziano i preparativi per l’immersione, tra emozione e qualche fiocco di neve Alessio e Barbara danno le ultime istruzioni visto che per questo tipo di immersione occorre uno speciale addestramento. Infatti l’immersione in quota comporta dei rischi maggiori a causa di due fattori principali, la scarsa percentuale di ossigeno disciolta in aria e la minore pressione atmosferica, il tutto pianificato prima della partenza con l’uso di tabelle speciali e profili al computer. L’immersione ha inizio, la temperatura esterna è di 7° C e quella dell’acqua è di 2° C, la visibilità è molto scarsa ma si può comunque intravedere sul fondo qualche colpo di mortaio e delle strutture di ferro risalenti alla prima guerra mondiale. Alla fine dell’immersione tutti freddolosamente divertiti facciamo un applauso al ricco bottino portato in superficie dai pirati Alessio e Gianluca, il tutto consisteva in una piovra (vera) ed circa 3 etti di vongole, (a loro dire poca cosa visto l’inizio della stagione fredda). Che sia stato uno simpatico scherzo? Ma! Di questa esperienza ci resta comunque il ricordo dei residuati bellici che giacciono su fondale come testimonianza delle battaglie combattute tra Italia e Austria in quell’angolo di mondo così bello da dare addirittura il nome al laghetto “Paradiso” e tale deve rimanere.

a cura di T. BARBARA

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Ottobre 26th, 2007

È arrivato il momento di cambiare “VESTITO”

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Con il sopraggiungere dell’inverno per noi sub diventa meno confortevole affrontare le immersioni in maniera divertente e rilassante per l’abbassamento della temperatura esterna e chiaramente, in acqua, le temperature scendono a 4-5° sopra lo zero ed in alcuni casi anche meno. Ecco allora che rispolveriamo la muta stagna per chi già la possiede, e per quelli che non ce l’hanno? La risposta sarebbe semplice: basta acquistarla !
Ma quanto costa? Quale acquistare? Come si usa? Ma sopratutto è veramente confortevole e poco impegnativa? E di che materiale è confezionata?
Dopo tutte queste domande può diventare veramente difficile fare un buon acquisto, visto e considerato che nella “giungla” delle offerte, degli sconti, e novità dai nomi spaziali va a finire che il nostro “vestito” ci verrà accostare molto e il più delle volte non è adatto allo scopo.
Allora che fare?
- Frequentare un corso per mute stagne dove apprendere le tecniche e l’uso corretto: durante il corso vi verranno spiegate le tipologie delle mute stagne con nozioni tecniche su valvole, tessuti e l’uso in acqua.
Ecco perché è bene contare su persone fidate e con molta esperienza come il vostro istruttore, che consiglia volentieri, al contrario di chi invece pensa solo a lauti guadagni e, o all’amico che si improvvisa profondo conoscitore dell’argomento.
Attenzione dunque a proposte e prodotti fantasma, vi troverete con tasche vuote e attrezzature da sostituire.

a cura di D. M. ALESSIO


Ottobre 26th, 2007

Lo stress nell’immersione

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Lo stress è il vero, autentico, mostro nella corsa all’incidente subacqueo. Una corsa che ha sempre lo stesso schema a tre fasi;
1) - problema
2) - reazione
3) - soluzione del problema o incidente.
Lo stress prende parte alla fase 1 (la minor razionalità causata dallo stress può scatenare il problema o comunque crearne i presupposti) e ancor più drammaticamente prende parte alla fase 2. Problema e incidente non sono affatto la stessa cosa. L’incidente non è per esempio essere rimasti senz’aria (problema) ma ciò che questo può provocare se la reazione non è adeguata. La reazione sbagliata di per sè può causare l’incidente e determinare la natura dello stesso. Nell’esempio precedente, ossia con l’ipotesi di rimanere senz’aria, se si risale senza espirare si rischia la sovradistensione polmonare, se espiriamo rischiamo la perdita di coscenza o l’annegamento. È dunque sulla reazione al problema che va posta tutta l’attenzione ai fini della sicurezza.
È esattamente lì che si inserisce lo stress, pur avendo la “macchina della risposta” pronta ed efficente, spetta sempre all’uomo girare la chiave per accenderne il motore.
- Quali possono essere i consigli per mantenere lo stress sotto controllo?
Rigido rispetto dei propri limiti da non varcare già dalla pianificazione, specialmente nelle immersioni più impegnative e essere coscienti dei fattori stressanti che possono agire su di noi(tempo, esercizi, fattori ambientali e fisici, equipaggiamento, ecc.).
Mantenere l’attrezzatura efficiente e nelle migliori condizioni, ma sopratutto immergersi con una certa frequenza per accumulare sempre nuove esperienze così da superare con minor fatica lo stress. Ricordiamo infatti che il Froggy Diver Club organizza uscite tutti i week-end dedicate oltre che ai nuovi corsi, anche a tutti coloro vogliano mantenersi in forma.

a cura di G. GIOSMIN


Settembre 6th, 2007

SIAMO TORNATI!

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Il Froggy Diver Club è tornato online con un nuovo sito, nuova grafica, e nuove… novità!
Tornate presto a trovarci per vedere quali interessanti sviluppi ci aspettano!