Lo stress nell’immersione
Lo stress è il vero, autentico, mostro nella corsa all’incidente subacqueo. Una corsa che ha sempre lo stesso schema a tre fasi;
1) - problema
2) - reazione
3) - soluzione del problema o incidente.
Lo stress prende parte alla fase 1 (la minor razionalità causata dallo stress può scatenare il problema o comunque crearne i presupposti) e ancor più drammaticamente prende parte alla fase 2. Problema e incidente non sono affatto la stessa cosa. L’incidente non è per esempio essere rimasti senz’aria (problema) ma ciò che questo può provocare se la reazione non è adeguata. La reazione sbagliata di per sè può causare l’incidente e determinare la natura dello stesso. Nell’esempio precedente, ossia con l’ipotesi di rimanere senz’aria, se si risale senza espirare si rischia la sovradistensione polmonare, se espiriamo rischiamo la perdita di coscenza o l’annegamento. È dunque sulla reazione al problema che va posta tutta l’attenzione ai fini della sicurezza.
È esattamente lì che si inserisce lo stress, pur avendo la “macchina della risposta” pronta ed efficente, spetta sempre all’uomo girare la chiave per accenderne il motore.
- Quali possono essere i consigli per mantenere lo stress sotto controllo?
Rigido rispetto dei propri limiti da non varcare già dalla pianificazione, specialmente nelle immersioni più impegnative e essere coscienti dei fattori stressanti che possono agire su di noi(tempo, esercizi, fattori ambientali e fisici, equipaggiamento, ecc.).
Mantenere l’attrezzatura efficiente e nelle migliori condizioni, ma sopratutto immergersi con una certa frequenza per accumulare sempre nuove esperienze così da superare con minor fatica lo stress. Ricordiamo infatti che il Froggy Diver Club organizza uscite tutti i week-end dedicate oltre che ai nuovi corsi, anche a tutti coloro vogliano mantenersi in forma.
a cura di G. GIOSMIN
